GABBIE ADDIO. Abbandono delle gabbie per allevamenti avicoli: a che punto siamo in Italia e in Europa?

L’eliminazione obbligatoria degli allevamenti di galline in gabbia in Italia rappresenta un passo significativo verso il miglioramento del benessere animale?

Le galline allevate in ambienti più spaziosi tendono a produrre uova di qualità superiore, con un sapore migliore e una consistenza più ricca. Inoltre, il passaggio a metodi di allevamento più sostenibili può contribuire a una riduzione dell’impatto ambientale, poiché gli allevamenti all’aperto possono favorire una gestione più equilibrata delle risorse.

Gli allevamenti in gabbia possono garantire un controllo maggiore sulle malattie. Le galline in gabbia sono meno esposte a parassiti e malattie che possono diffondersi in spazi aperti. Questo non solo protegge la salute degli animali, ma anche quella dei consumatori, riducendo il rischio di contaminazione alimentare. Gli allevamenti in gabbia possono essere più efficienti dal punto di vista della produzione. Le galline in gabbia richiedono meno spazio e possono produrre un numero maggiore di uova rispetto a quelle allevate all’aperto. Questo può contribuire a soddisfare la crescente domanda di uova a livello globale, garantendo che ci sia cibo sufficiente per tutti. L’eliminazione degli allevamenti in gabbia potrebbe avere un impatto economico significativo. Molti allevatori dipendono da questo sistema per il loro sostentamento. Passare a metodi alternativi potrebbe richiedere investimenti ingenti e tempo, mettendo a rischio il lavoro di molte persone.

Un altro aspetto da considerare è il benessere degli animali. Sebbene le gabbie siano spesso criticate, ci sono allevamenti che adottano pratiche più umane, garantendo che le galline abbiano accesso a cibo, acqua e cure adeguate.

Promuovere il miglioramento delle condizioni all’interno di questi allevamenti potrebbe essere una soluzione più equilibrata rispetto alla loro totale eliminazione?

Invece di eliminare gli allevamenti in gabbia, si potrebbe lavorare per sensibilizzare il pubblico e incoraggiare scelte più consapevoli?

Nel 2010, l’Unione Europea aveva già avviato un processo di transizione, vietando l’uso delle gabbie convenzionali entro il 2012.
Questa normativa consentiva ancora le gabbie cosiddette “arricchite”, che presentano alcuni miglioramenti rispetto alle “convenzionali”: aumento dello spazio per gallina (750 cm2 rispetto a 550 cm2) aggiunta di “arricchimenti” tipo posatoi, nidi artificiali, cassette per la polvere e grattatoi.
Tuttavia, in Italia, la situazione è stata più complessa e ha richiesto ulteriori interventi legislativi.

Questo cambiamento non solo migliora le condizioni di vita delle galline, ma risponde anche a una domanda crescente da parte dei consumatori per prodotti più etici e sostenibili.

A che punto siamo?

Nel 2017, Compassion in World Farming (CIWF) ha introdotto la prima edizione di EggTrack, mirata a seguire i progressi delle aziende rispetto agli impegni presi per un futuro senza gabbie, favorendo così la trasparenza e il cambiamento. EggTrack monitora annualmente i progressi concreti delle aziende e in questo modo individua quelle all’avanguardia, incentiva quelle che sono rimaste indietro, incoraggia e rafforza la trasparenza nelle comunicazioni e delinea una base di partenza per approfondire la collaborazione con il team del Settore Alimentare di Compassion.

Come sono state classificatele aziende italiane?

Questa classificazione (operata sempre da EggTrack) ha l’obiettivo di evidenziare in modo chiaro il posizionamento delle aziende (23 in Italia) rispetto ai propri impegni con scadenza nel 2025. Vengono così individuate quattro categorie:

  • Leader”(che hanno già raggiunto il 100% senza gabbie in tutte le categorie del loro impegno);
  • In progresso” (che sono sulla buona strada per arrivare al 100% entro il 2025)
  • A rischio”(che mostrano progressi limitati rispettoalla scadenza del 2025);
  • In ritardo” (che hanno un impegno parziale o non comunicano in modo trasparente riguardo ai propri impegni).

Esempi di aziende considerate leader sono Aldi Italia, Conad, Coop Italia, Unes.
5 aziende sono state segnalate come In ritardo a causa di impegni parziali (ad esempio, relativi solo alle uova in guscio, come per Gruppo Pam, IN’s Mercato e Metro) o comunicazioni dei progressi poco trasparenti rispetto alle proprie operazioni globali, come nel caso di Autogrill.

Ecco alcuni spunti:
Evitare l’uso di gabbie. Densità di carico: ridurre la densità di allevamento per dare agli uccelli spazio sufficiente per eseguire comportamenti.
Piattaforme elevabili: consentire a tutti gli uccelli il riposo simultaneo e la possibilità di fuggire l’uno dall’altro.
Veranda coperta: sostiene l’esplorazione, il foraggiamento e il bagno di polvere.
Lettiera friabile e arricchimento: supporta il comfort, il foraggiamento e il comportamento esplorativo.
Evitare le mutilazioni: le mutilazioni causano dolore e sono disponibili alternative.

Nell’ultima sessione plenaria del Parlamento europeo del 2024, svoltasi il 19 dicembre a Strasburgo, il Commissario per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhely ha dichiarato che la Commissione ha in programma di attuare nel 2026 le migliorie per il benessere animale richieste dai cittadini e dalle cittadine dell’UE.
La transizione presenta diverse sfide.
Gli allevatori si trovano a dover affrontare costi considerevoli per ristrutturare le loro strutture e adottare metodi di allevamento innovativi. È essenziale che il governo e le organizzazioni agricole offrano supporto
e incentivi per agevolare questo processo. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare i consumatori sull’importanza di scegliere prodotti provenienti da allevamenti che tutelano il benessere degli animali.

Cosa succede in Europa?

In Lussemburgo, le gabbie per galline ovaiole sono vietate con legge dal 2015.
In Austria, le gabbie convenzionali sono state eliminate già dalla fine del 2008 e il legislatore austriaco ha provveduto all’eliminazione di qualsiasi tipo di gabbia a partire dal 1 gennaio 2020. 
In Germania, con legge federale del 2015, è stato sancito il divieto di nuovi allevamenti e dismissione/conversione delle strutture già esistenti per la fine del 2025.
In Francia, la legge EGAlim dell’ottobre del 2018 ha sancito il divieto di costruire nuove strutture per le galline ovaiole e di rinnovare quelle esistenti.
In Danimarca, l’accordo con i produttori ha portato all’abolizione dell’uso delle gabbie già a partire dal 2023.

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