Oceani di plastica

La situazione è così seria che fare finta di niente non è un’opzione, non credi anche tu?

“Dal 1964, la produzione mondiale di plastica è cresciuta esponenzialmente, passando da 15 milioni a oltre 310 milioni di tonnellate all’anno. Oggi, almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani ogni anno, e si stima che vi siano già oltre 150 milioni di tonnellate di plastica nei mari” spiega il Professor Massimo Coltorti (Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione UNIFE).

La degradazione della plastica genera miliardi di particelle di dimensioni micrometriche (microplastiche, ovvero un milionesimo di metro) che vengono ingerite dagli organismi marini, come pesci, crostacei e uccelli. Queste particelle entrano nella catena alimentare e, in modo subdolo, arrivano sulle nostre tavole e all’interno del nostro corpo.

Sebbene un cambiamento significativo possa avvenire solo con il coinvolgimento della filiera produttiva, che deve sostituire i prodotti in plastica con alternative realizzate in materiali diversi e plastica riciclata, e delle amministrazioni pubbliche, che devono gestire la raccolta e il riciclo della plastica, ognuno di noi deve sentirsi fortemente responsabile per il corretto smaltimento dei rifiuti plastici.
Non possiamo più essere indifferenti.

ARTICOLI SUGGERITI

Prossimi appuntamenti

Tra giugno e settembre, l’Italia si anima di festival ed eventi dedicati a sostenibilità, economia, ambiente e cultura del cibo. Occasioni per approfondire, confrontarsi e scoprire come sostenibilità e innovazione stanno ridefinendo il nostro futuro.

Dal pollaio all’impresa

“Dal pollaio all’impresa” è la rubrica di Nicola Oselladore, imprenditore visionario che in 10 anni è passato da 2 galline a 50.000 clienti, dedicata a piccoli allevatori, hobbisti e imprenditori agricoli che vogliono fare il salto di qualità. 

Album

Due forme, un piccolo gioco di equilibrio. Un uovo appoggiato, una curva che lo accompagna.
Uno scatto semplice e ironico, di Ksenia Chernaya, dove gli oggetti sembrano mettersi in posa e raccontare qualcosa senza prendersi troppo sul serio. Un modo leggero e curioso di guardare le cose di tutti i giorni.