Indagine speciale Eurobarometro 2025 sulla sicurezza alimentare
Con il termine sicurezza alimentare, la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) intende la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato
e/o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato.
Ogni anno, nel mondo, 600 milioni di persone si ammalano e 420.000 muoiono dopo aver mangiato cibo contaminato. Fonte: OMS
I pericoli alimentari comprendono una serie di rischi potenziali che possono compromettere la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari (pericoli biologici, chimici e fisici).
A provocare un effetto nocivo sulla salute può essere il contenuto di un alimento o mangime, o la condizione in cui un alimento o un mangime si trovano.
La globalizzazione dei mercati, unita allo scambio di prodotti provenienti da Paesi con normative alimentari molto diverse, insieme alla crescente necessità di utilizzare alimenti conservati per la ristorazione di massa e per i grandi supermercati, ha portato a un’attenzione sempre maggiore verso il tema della sicurezza alimentare nel corso del tempo.
Per rispondere ai nuovi timori dei consumatori, nel 2004, in Europa è nata l’EFSA (European Food Safety Authority), l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma, la quale ha il compito di garantire l’adozione di pratiche di produzione e manipolazione degli alimenti adeguate che, nel loro insieme, guidino le attività di prevenzione e controllo dei rischi.
Indagine speciale Eurobarometro 2025 sulla sicurezza alimentare
Questa indagine speciale, commissionata ogni tre anni dall’EFSA, ha esaminato le percezioni e gli atteggiamenti degli europei nei confronti della sicurezza alimentare. Lo studio ha coinvolto complessivamente 26.370 persone, intervistate di persona tra il 26 marzo e il 22 aprile 2025, appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici dei 27 Stati membri dell’Unione europea.
A queste si aggiungono 5.655 intervistati nei sette Paesi candidati all’adesione all’UE: Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia.
I dati dell’Italia
Analizziamo i dati ricavati nel nostro paese, l’Italia, che ha contato 1.033 interviste. Gli italiani attribuiscono alla sicurezza alimentare un peso superiore rispetto alla media europea, ma allo stesso tempo si dichiarano meno informati sui rischi legati al cibo.
Aspetti ritenuti importanti al momento dell’acquisto di alimenti:
- Al primo posto troviamo la sicurezza alimentare e la provenienza degli alimenti, entrambe con il 55% di risposte. La sicurezza alimentare (cioè i rischi collegati all’ingestione di un alimento) è un aspetto ritenuto importante dalla popolazione in generale, indipendentemente dal genere e dalla fascia d’età.
- Solo in seguito si collocano il sapore (46%) ed il costo (44%), seguiti dai valori nutrizionali (39%), i principi etici personali e l’impatto su clima e ambiente (17%). Da notare che, a livello europeo, il costo è al primo posto tra gli aspetti ritenuti rilevanti per le scelte d’acquisto, mentre in Italia si ferma al quarto posto.
- L’80% degli intervistati si dichiara “personalmente interessato al tema della sicurezza alimentare”, dato in crescita rispetto alla precedente indagine del 2022.
La percentuale di cittadini europei che affermano di comprendere i meccanismi del sistema di sicurezza alimentare dell’UE è aumentata del 6% rispetto al 2022. Allo stesso tempo, la loro conoscenza su una vasta gamma di argomenti legati alla sicurezza alimentare è cresciuta in modo simile.
Il 43% degli intervistati italiani ritiene che i motivi per non fare attenzione alla sicurezza alimentare siano principalmente il dare per scontato che gli alimenti in vendita siano sicuri e che le informazioni siano spesso molto tecniche e complesse. Solo il 13% pensa che tali informazioni non siano interessanti.
Fonti di informazione a cui si dà fiducia
Al primo posto delle fonti che gli intervistati ritengono degne di fiducia troviamo i medici (di base e specialisti) con l’88% delle preferenze, seguiti dagli scienziati (82%) e subito dopo dalle associazioni dei consumatori (81%). Di alta considerazione godono anche gli agricoltori e i produttori primari (78%), delle cui asserzioni
gli acquirenti sembrano quindi avere fiducia. Ci si basa molto meno sulle opinioni di personaggi famosi (blogger, influencer), giornalisti e industrie alimentari (delle quali non si fida il 49% degli intervistati).
Quali argomenti preoccupano maggiormente, quando si parla di alimenti?
- Residui di antibiotici, ormoni o steroidi
- Malattie riscontrate negli animali
- Intossicazione alimentare causata da alimenti o bevande contaminati
- Additivi (conservanti, aromi, coloranti)
- Residui di antiparassitari negli alimenti
- Microplastiche negli alimentiPresenza di batteri resistenti agli antibiotici
Oltre il 40% delle malattie legate al consumo degli alimenti nel mondo si verifica in ambito domestico ma questo dato è fortemente sottostimato a causa della mancanza di segnalazioni di focolai domestici. Un luogo che si tende a considerare sicuro ma che può nascondere delle sorprese.

Sembrano regole banali, ma a volte è meglio un ripasso in più per evitare brutte esperienze.


